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Sull’indecifrabilità di noi stessi, in cinque tempi: raccogliere-sedimentare; comporre; inviare; ricevere e decifrare; condividere. Ogni emblema è una sedimentazione minima, crocevia tra l’io regnante che s’identifica con la propria testa, la propria corona, sta al centro del proprio impero dell’essere, e l’io vagabondo che s’identifica con i propri piedi e le proprie mani e non ha impero né centro, ma solo movimento e strade sempre diverse del fare e dell’andare.



Lo straccio di Costanza mi sembra proprio adatto a questo periodo storico. Anche io volevo usare uno straccio come sfondo, poi per ragioni pratiche non l'ho fatto. Quando ho visto il suo, ho tirato un respiro di sollievo...
RispondiEliminaHo guardato l’immagine prima di leggere il commento dell’artista … ho visto nei rammendi vittime nella neve, tra due confini rossi di sangue che respingono con violenza, che approfittano della disperazione di chi si trova bloccato in una terra di nessuno, dove il loro grido resta muto.
RispondiEliminaGrazie per questa tua interpretazione che apre altre possibilità !
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